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Appunti di composizione fotografica

La padronanza delle tecniche di composizione è essenziale per un’efficace comunicazione visiva, dunque è necessario apprendere alcune regole di base per riuscire a esprimersi correttamente. Tuttavia le regole di composizione non andrebbero applicate rigidamente perché ciò potrebbe generare immagini eccessivamente equilibrate e spesso noiose, bisognerebbe invece sviluppare un istinto che ci consenta di scattare foto equilibrate e interessanti.

La regola dei terzi

Una delle tecniche più usata è la “regola dei terzi”. Questo schema compositivo prevede la suddivisione del lato orizzontale e verticale in tre parti uguali, in corrispondenza dei terzi verranno posizionati gli elementi più importanti e all’incrocio dei terzi verranno posti i dettagli maggiormente interessati. Ovviamente bisognerà evitare di occupare tutti e quattro i punti d’interesse pena l’eccessivo stimolo visivo che si traduce in noiosa confusione.

Dare spazio al soggetto

Statua bimbi

Per ottenere delle immagini equilibrate e dinamiche occorre cercare di dare spazio al soggetto, per esempio se si ritrae una persona di profilo bisognerà posizionare il soggetto su uno dei terzi con in genere lo sguardo rivolto verso il terzo più lontano, altrimenti la sensazione che provocherà l’immagine sarà una “mancanza di spazio” o una impossibilità per il soggetto di “muoversi liberamente” e di svolgere l’azione. Spesso risulta più interessante un soggetto che suggerisce un movimento, un’azione e che guidi chi guarda la foto verso gli altri elementi presenti nel fotogramma.

La foto posta poco sopra presenta un chiaro percorso visivo: si parte dalla ringhiera che porta verso i bambini, uno dei quali indica con una mano lo spazio utile per svolgere l’azione. L’altro bambino invece forma con lo sguardo una linea di forza quasi sovrapponibile alla diagonale, che aggiunge dinamismo all’immagine. Inoltre è stata inclusa nel fotogramma la base della statua per equilibrare ulteriormente l’immagine rendendola un po’ più stabile e completa.

Linee di forza e linee di struttura

Composition Test

Lo sguardo di un soggetto è una linea di forza, non è visibile e viene percepita con più difficoltà rispetto a una linea di struttura, come lo è per esempio la linea che definisce il contorno di una silhouette. Una linea di forza è utile per suggerire un movimento, una linea di struttura può essere utilizzata per collegare gli elementi della foto suggerendo un’interazione. Si pensi alla foto di un puma che corre da un terzo all’altro del fotogramma, se il puma corresse da sinistra verso destra e si trovasse in corrispondenza del terzo più vicino al lato destro dell’immagine non avrebbe molto spazio da percorrere prima di “uscire dalla foto”. Ciò verrebbe percepito dalla persona che potrebbe guardare l’immagine come un arresto del puma o comunque come una mancanza dello spazio necessario per consentire lo svolgimento dell’azione. Spesso è importante cercare di comporre immagini che suggeriscano movimento o che guidino lo sguardo dello spettatore per mezzo di linee di forza e di struttura, tuttavia non è sempre necessario che un’immagine suggerisca un senso di movimento. Si pensi allo stesso puma, questa volta però in una foto che lo ritrae nell’attimo in cui sta addentando il collo della sua preda. In questo caso molto probabilmente la posizione migliore del felino potrebbe essere in prossimità dell’incrocio dei terzi più vicino alla destra del fotogramma in modo da ridurre lo spazio d’azione del puma dunque suggerendo la fine dell’azione.

Linee orizzontali, verticali e oblique

Ossessione .02

Poco sopra un esempio del dinamismo indotto da linee oblique.

Le linee presenti in una fotografia, sia che esse sia linee di struttura sia che siano linee di forza, stimolano differentemente l’occhio a seconda della loro direzione.

  • Le linee verticali suggeriscono velocità, sono forti stimoli visivi perché siamo abituati ad associarle per esempio a oggetti che cadono a causa della forza di gravità.
  • Le linee orizzontali invece suggeriscono calma, stabilità esattamente come l’orizzonte del mare.
  • Le linee oblique possono suggerire sia un’accelerazione che una diminuzione della velocità di lettura dell’immagine, a seconda del loro verso di lettura.

Siccome le linee verticali attraggono eccessivamente l’occhio, spesso è utile che non finiscano esattamente in corrispondenza del bordo del fotogramma ma che abbiano una base d’appoggio, la quale potrebbe essere per esempio il marciapiede per un palo della luce.

Il verso di lettura del fotogramma

Solitamente l’immagine che ci si presenta di fronte viene esaminata secondo le nostre abitudini. Una persona abituata a leggere testi scritti da sinistra verso destra sarà maggiormente predisposta a esaminare una fotografia partendo dall’angolo posto in altro a sinistra, mentre una persona abituata a leggere principalmente lingue scrivibili da destra verso sinistra sarà predisposto a leggere la foto partendolo dall’angolo in alto a destra. Ciò implica che la bisettrice dell’angolo in alto a destra risulterà “decelerante” per una persona che scrive da sinistra verso destra e “accelerante” per una persona abituata a scrivere da destra verso sinistra. In realtà il verso di lettura di una foto più complessa di una semplice bisettrice di un angolo non è facilmente prevedibile con una regola meccanica in quanto anche la disposizione degli elementi all’interno del fotogramma e il loro significato simbolico influenzano la lettura stessa.

Il valore simbolico

Quando si compone una fotografia bisognerebbe tenere conto del valore simbolico degli oggetti inseriti nel fotogramma. Se è presente un simbolo denso di significato, bisognerà bilanciare il peso dell’immagine isolandolo bene dagli altri elementi. A mio parere è molto interessante cercare di creare un contrasto visivo tra gli elementi dell’immagine, come ad esempio contrapporre una superficie ruvida ad una liscia, linee tonde a linee spezzate, colori caldi a colori freddi e così via…

La semplicità

Geometrie di borsa

Un immagine semplice (e pulita, priva di dettagli fastidiosi) è d’immediata lettura e quindi più facile da interpretare, mentre un’immagine che presenta troppi dettagli può risultare dispersiva e difficilmente riconducibile a un messaggio chiaro. Ciò non significa che la foto debba avere per forza un messaggio, spesso infatti molte buone fotografie enfatizzazione esclusivamente geometrie e composizione.

Per semplificare una foto bisognerebbe evitare di includere nel fotogramma eccessivi dettagli e guidare lo sguardo dell’osservatore per tutta l’immagine con chiare linee di forza/struttura.

Linee e forme

I soggetti sono spesso facilmente inscrivibili in figure geometriche elementari.

  • Una figura inscritta in un rettangolo ci suggerisce stabilità;
  • Un triangolo che poggia su una delle tre basi suggerisce stabilità, mentre se poggia sul vertice genera un senso di instabilità
  • Una figura iscrivibile in un ellisse suggerisce calma senza un particolare senso di stabilità.

Simple & Clean

La foto che si trova poco sopra mostra un cerchio, forma che trasmette calma e serenità, posto dentro un triangolo “stabile” (poiché è poggiato sulla base e non sul vertice) e una linea che divide il triangolo principale in due parti formando un altro triangolo più piccolo. Tale linea spezza la monotonia dell’ottima composizione rendendo più piacevole l’immagine. Spesso infatti una foto perfetta è una foto che è composta perfettamente tranne per un piccolo dettaglio (voluto) che rompe la monotonia della perfezione.

L’uso del colore

Recentemente ho iniziato a pensare le foto in bianco e nero. Spesso in passato provavo a convertire degli scatti in bianco e nero senza però ottenere ciò che avrei voluto e questo accadeva perché in realtà ero ignaro di ciò che volevo durante la fase di ripresa. Ora quando scatto so esattamente quali colori cercherò di ottenere, infatti i risultati mi soddisfano maggiormente.

Se si sceglie di usare soltanto scale di grigio per rappresentare ciò che si è visto lo si deve fare con un intento specifico, si deve sapere esattamente cosa si vuole ottenere e solo così si riuscirà a ottenere qualcosa di soddisfacente. È come se si dovesse imparare a vedere in bianco e nero. Un tempo con la pellicola forse questo ragionamento veniva più semplice perché bisognava scegliere una specifica pellicola e bisognava applicare specifici filtri, con il digitale invece queste elaborazioni sono rimandate alla fase di post-produzione anche se la scelta va presa in fase di ripresa così da modificare l’esposizione per ottenere il risultato che si deve formare prima nella propria mente e poi nel mirino della reflex.

Se si sceglie di usare il colore per la propria fotografia e per esempio si scegliesse di mantenere i colori fedeli a quelli reali si dovrebbe fare attenzione al peso del colore, esattamente come accade per le linee e le forme. Un colore tendente al blu infatti suggerisce leggerezza e sarebbe preferibile che fosse posizionato in alto nel fotogramma proprio perché dà l’idea che salga. Un colore tendente al rosso invece si percepirebbe più appropriato se fosse posizionato in basso. Ovviamente come tutte le altre regole compositive anche questa è una regola flessibile, che va usata correttamente e cioè va usata secondo ciò che l’immagine dovrà trasmettere ed è ovvio che non tutte le immagini dovranno essere fortemente equilibrate.

Sezione aurea

Sopra ho descritto molto brevemente cos’è la regola dei terzi. Non ho posto enfasi su quest’ultima perché credo si possano ottenere risultati leggermente migliori cercando di applicare la regola della spirale aurea. Ovviamente anche in questo caso l’applicazione meccanica della regola non è sufficiente per ottenere buoni risultati, sarebbe meglio se col passare del tempo diventasse una regola istintiva e dunque la si applicasse inconsciamente proprio perché non si è più abituati a vedere la regola stessa ma piuttosto l’equilibrio che spesso ne deriva. Dico spesso proprio perché non è soltanto la disposizione degli oggetti all’interno del fotogramma ciò che determina l’equilibrio, ma piuttosto anche altri fattori quali le linee, i colori utilizzati, etc…

Il rapporto aureo è definito dalla seguente proporzione (dato a > b)

(a+b) : a = a : b = b : (a-b)

In sostanza dati due segmenti questi rispettano la proporzione aurea se il rapporto tra il segmento più grande e quello più piccolo è lo stesso che c’è tra la somma dei segmenti e il segmento più grande. Questo rapporto risulta essere un numero irrazionale il cui simbolo è φ (Phi) e il valore è di circa 1,6.

Molte persone sostengono che posizionando l’elemento che interessa maggiormente in corrispondenza del valore di φ si ottengano composizioni più gradevoli e maggiormente equilibrate. Probabilmente questa affermazione è spesso vera anche se ritengo che utilizzando la spirale aurea si possano ottenere risultati decisamente più interessanti.

Poco sopra è riportata un’immagine che mostra un fotogramma diviso secondo il valore aureo.

La spirale aurea

La spirale aurea non è altro che una spirale logaritmica con fattore d’accrescimento pari al valore della sezione aurea.

Adesso che sappiamo come trovare il valore di φ, possiamo costruirci una spirale aurea. Quest’ultima è facilmente ottenibile dividendo il fotogramma ricorsivamente in rettangoli aurei come mostrato dalla figura sottostante.

Dividendo quindi la base del fotogramma secondo il valore di φ e successivamente dividendo i quadrati risultanti e unendo i punti posti in corrispondenza degli angoli opposti si può costruire con semplicità una spirale aurea.

Posizionando il dettaglio dell’elemento più importante della fotografia nell’origine della spirale e altri dettagli/elementi utili in corrispondenza dei valori di φ si potrà ottenere una composizione molto ben equilibrata ed elegante. Ovviamente la spirale può partire da ognuno dei quattro angoli del fotogramma.

Conclusioni

Ricevo molte soddisfazioni dalle fotografie che penso di aver composto correttamente e questo è sicuramente un motivo per farlo, se poi guardo quali sono queste foto scopro che non sono quelle dove ho cercato di applicare le regolette sistematicamente, bensì sono quelle che ho immaginato ben prima di vederle dentro il mirino della reflex. Questo significa che una buona fotografia non nasce dall’uso delle regole di composizione, che divengono inutili una volta che si è capaci di riconoscere l’immagine equilibrata, bensì nasce dall’essere stata pensata.

One Comment

  1. Posted 16 marzo 2010 at 13:48 | #

    good start

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